SPENDING REVIEW: IL GOVERNO ANTIDEMOCRATICO CANCELLA LA SOVRANITÀ DEL VENETO SUI COMUNI DI CONFINE

L’ormai famoso decreto sulla spending review, (ai commi 21 e 22 dell’articolo 12, sulla revisione della spesa pubblica), ha di fatto cancellato l’Odi, l’organismo di indirizzo che gestisce i fondi per lo sviluppo dei comuni di confine, che –a costo zero per quanto riguarda le spese – gestiva circa 80 milioni di euro, che rappresentano la somma necessaria ai comuni veneti confinanti con le province di Trento e di Bolzano. Il Decreto appena varato interessa da vicino anche molti comuni veronesi: Brentino Belluno, Dolcè, Sant’Anna d’Alfaedo, Erbezzo, Ferrara di Monte Baldo, Malcesine. “La decisione del Governo- ha spiegato il consigliere Provinciale della Lega Nord Ivan Castelletti- su questo tema dei comuni confinanti, è del tutto inaccettabile.  Queste risorse nel progetto originario dovevano garantire risorse economiche ai comuni per sviluppare e programmare progetti per valorizzare il territorio e realizzare opere prioritarie attese da decenni. Nonostante le polemiche degli ultimi mesi, questi fondi rappresentavano una speranza per molti piccoli comuni, in attesa di ottenere il federalismo fiscale”.  “Ora, nel decreto sulla spending review- spiega Ivan Castelletti-, viene praticamente soppresso anche l’organismo di indirizzo che gestisce i fondi per lo sviluppo dei comuni di confine.” “Con questo decreto, ora, saranno le Province autonome di Trento e Bolzano a decidere per i comuni del Veneto – spiega Castelletti. “Per la Provincia di Verona, stiamo parlando dei piccoli comuni della montagna veronese della Lessinia e del Baldo, per enti locali che avevano pronti i propri progetti, la cui scadenza è fissata per il 16 luglio”. “Fino ad oggi – spiega Castelletti-, queste risorse venivano ripartite sulla base di progetti che rappresentavano un modo paritario e trasparente per ottenere una sorta di risarcimento da parte dello Stato a favore di quelle comunità.” “Un governo (quello di Mario Monti) che si è dimostrato ancora una volta indifferente rispetto agli enti locali che già si trovano nella delicata situazione di comunità di confine con province a statuto speciale, saranno ora, di fatto, gestiti da tali province, le stesse da cui dovrebbero invece essere tutelati”. “E’ un decreto- conclude l’esponente della Lega Nord-, che, ancora una volta penalizza il Nord e che non possiamo accettare”.