IN PROVINCIA LA LEGA NORD PRENDE POSIZIONE A DIFESA DEI PICCOLI COMUNI CHE DAL 2013 SARANNO OBBLIGATI AL PATTO DI STABILITA’!

Riusciranno i piccoli comuni con meno di 5000 abitanti a rispettare il patto di stabilità per il 2013? Questa è una delle grandi preoccupazioni che stà mettendo in allarme i tanti sindaci dei piccoli comuni. Su questo tema, revisori dei conti dei comuni e responsabili dei servizi finanziari, sono in allerta per verificare gli effetti e le conseguenze sui bilanci. Sul questo tema il consigliere provinciale della Lega Nord Ivan Castelletti ha presentato un ordine del giorno per portare all’attenzione del consiglio provinciale, quanto succederà, dal 2013, con l’estensione dei vincoli finanziari (quindi con il patto di stabilità) per i Comuni con popolazione tra i 1.000 e i 5.000 abitanti, che finora erano rimasti esclusi. “Il fatto di estendere – spiega Castelletti-, il patto di stabilità interno anche ai piccoli comuni comporterà una serie di conseguenze a livello locale: con il taglio di servizi e il blocco di alcuni investimenti già programmati. Sappiamo che questo comporterà conseguenze anche sul sistema occupazionale: perché queste risorse potrebbero dare sviluppo e impulso all’economia locale”. “Molti di questi comuni piccoli, con popolazione, sono in gran parte i comuni della montagna veronese, comuni della Lessinia, della Valpolicella e del Baldo-Garda. Con questo ordine del giorno –ha spiegato Castelletti-, chiederemo al Presidente della Provincia di attivarsi presso la Regione Veneto, il Parlamento e il Governo, affinchè vengano riviste le norme di cui agli artt. 30, 31 e 32 della Legge 183/2011, ripristinando l’esenzione per i piccoli Comuni con popolazione compresa fa i 1.000 e i 5.000 abitanti, con particolare riferimento a quelli montani, pur nel rigoroso rispetto degli equilibri di bilancio, dall’assoggettamento al Patto di Stabilità interno”. Inoltre – incalza Castelletti- chiederemo che venga istituito un fondo regionale di compensazione per i piccoli comuni in grave difficoltà economica a causa dei vincoli del Patto di Stabilità; infine che “venga introdotta la previsione di meccanismi di premialità a favore delle regioni con parametri finanziari più virtuosi, soprattutto nelle regole del Patto di stabilità”